Storia di Otranto

Il fatto che Otranto sia, appunto, la città più ad est d’Italia ha avuto un risvolto pratico nella storia millenaria di questa città. E questo si può capire solo ripercorrendo tale storia per tappe.

Dalle origini alla Magna Grecia

Le prima tracce di insediamenti abitativi nel luogo in cui oggi vi è Otranto risalgono alla fine del XIII-XI sec. a. C. (età del Bronzo) e sempre a questo periodo risalgono i rinvenimenti di ceramiche che testimoniano anche i rapporti avuti già in antichissima data con le città greche.

Questo nucleo della città di Otranto era l’approdo adriatico dei centri messapici dell’entroterra. Il contatto con il mondo ellenico permetteva scambi e commerci e quindi aveva dato alla città una prima crescita. Conquistata dai Greci la città entrò nella Magna Grecia.

I Romani, i Bizantini, i Normanni

Successivamente Otranto cadde nelle mani dei romani.

Nel periodo romano la città crebbe d’importanza tanto da contendersi con Brindisi il ruolo di porto principale verso la Grecia.

La realtà di Otranto si consolida in età paleocristiana e poi col cristianesimo, favorito dalla presenza cospicua (fino al medioevo) nella città di una rilevante comunità ebraica (a dimostrare anche l’intensa attività commerciale di cui Otranto è protagonista).

Con la fine del VI sec. Otranto diventa centro di interesse politico di Bisanzio, ed il fatto di essere un approdo strategico importante per la dominazione bizantina eviterà ad Otranto quel decadimento che in questa epoca molte città del sud Italia hanno invece visto.

La città raggiunge comunque il suo massimo splendore dal IX sec. (seconda dominazione Bizantina) ed espressione di questo periodo è la Chiesa di San Pietro costruita nel X sec., una chiesa con “declinazione orientale” con l’altare rivolto ad Oriente.

Siamo, con la metà del XI sec., già al tempo in cui la Puglia viene conquistata dai normanni e Otranto sarà l’ultima città a cedere nelle mani dei nuovi dominatori nel 1064. La città continua ad essere, per l’importanza del suo porto, ponte anche culturale tra oriente e occidente.

Infatti , ad esempio, la messa continua ad essere officiata coi riti grechi e nel 1088 viene costruita la splendida cattedrale dove un secolo dopo sarà costruito il mosaico pavimentale di Pantaleone.

Negli anni in cui saranno i normanni a dominare Otranto la città vedrà passare più volte i cavalieri cristiani delle Crociate.

Occupazione turca

In questo contesto fatto dall’incontro e dallo scontro millenario tra Oriente ed Occidente, che vede Otranto come teatro, ci sarà un tragico evento: la conquista dei Turchi del 1480.

L’occupazione Turca vede – nei suoi progetti espansionistici – il Salento come il punto da cui strategicamente puntare verso gli Stati Italiani.

Infatti nel luglio del 1480 18.000 Turchi sbarcano ad Otranto e, dopo la resistenza degli otrantini, nell’agosto conquistarono la città e commisero l’atroce massacro degli 800 otrantini che non vollero convertirsi all’Islam.

Si tratta dei famosi beati Martiri idruntini, le cui ossa sono ancora oggi esposte come reliquie nella Cattedrale di Otranto.

Liberazione della città

La città verrà liberata dagli Aragonesi solo l’estate del 1481, dopo tredici mesi di uccisioni, saccheggi e deportazioni.

Otranto era ormai un cumulo di macerie e negli anni successivi gli aragonesi si impegnarono alla ricostruzione della città che era diventata il simbolo della cacciata della minaccia turca. Sul colle della Minerva, luogo della decapitazione dei martiri, fu costruito un tempio dedicato a Santa Maria dei Martiri.

Nel frattempo gli Ottomani tentarono nuovi assalti alla città ma Otranto riuscì sempre a resistere.

Da questa ricostruzione Otranto ridiventa una delle città più floride del Salento. Oggi si possono vedere ancora portali, archi, finestre, sculture, decorazioni ed architetture testimoni di questa ricostruzione.

Otranto oggi

Oggi Otranto, meta turistica tra le più frequentante nel Salento, splende orgogliosa del suo passato di cui porta le ferite e le glorie come un diamante incastonato nella roccia del litorale orientale del Salento, arroccata su un’altura delimitata dal mare.

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